Finalità della rete è mettere in atto ogni iniziativa utile
a fermare lo scempio ambientale, economico e sociale rappresentato dal progetto
di costruzione del Ponte sullo Stretto.
La rete è assembleare e decide secondo il principio della
larga condivisione. Non è nostro interesse batterci in estenuanti confronti che
sfocino in votazioni a maggioranza perché l’obiettivo è un processo di
estensione dell’attività e non la conquista della sigla.
La rete non ha un portavoce unico ma assegna questo incarico
di volta in volta quando necessario. La rete si dota di un gruppo di continuità
con compiti esecutivi revocabile e/o implementabile in ogni momento.
La rete aderisce al Patto di Mutuo Soccorso, la rete
nazionale delle comunità in lotta per la difesa dei territori, ed ha piena
consapevolezza che la lotta contro il ponte è parte di un più vasto movimento
in difesa dei territori e dei beni comuni, contro le politiche neo-liberiste e
la mafia.
L’adesione alla rete è individuale e non per organizzazione.
Si sceglie questo tipo di modalità piuttosto che quella del coordinamento
perché ritenuta più agile ed efficace nonché più aderente alla natura delle
vertenze territoriali così come già sperimentato dalle realtà aderenti al Patto
di Mutuo Soccorso.
La rete non è una struttura rappresentative. Essa ha piena
consapevolezza di non contenere (non può e non vuole farlo) tutte le
espressioni del movimento contro il ponte.
La rete è uno strumento per la mobilitazione che agisce in
piena autonomia adeguando strada facendo il proprio punto di vista nei
confronti della lotta contro il ponte e la politica delle grandi opere.
Naturalmente, la rete fa proprio il percorso e le acquisizione
politico-culturali del primo ciclo di mobilitazioni contro il ponte sfociate
nella grande manifestazione del 22 gennaio 2006.
La rete intrattiene rapporti di collaborazione fattiva in
relazione all’obiettivo comune con soggetti politici, sindacali e associativi secondo
il principio del mutuo riconoscimento.
La rete mira a favorire la crescita di un punto di vista
altro dalle gestioni fin qui sperimentate che hanno depauperato i nostri
territori che assuma come centrali gli abitanti e non le elite politiche ed
economiche.
La rete non ha preclusioni politiche se non quelle con
soggetti portatori di valori inaccettabili quali razzismo, sessismo, xenofobia,
ispirazioni a regimi politici dittatoriali e simili.